Tassazione delle plusvalenze su criptovalute in Francia 2026 — analisi giuridica

Tassazione delle plusvalenze su criptovalute in Francia (2026)

Siete residenti fiscali in Francia e avete ceduto crypto nel 2025, o intendete farlo nel 2026? Prima di dichiarare, è utile sapere quale regime si applica alla vostra situazione: privato occasionale, investitore attivo o attività assimilabile al trading professionale.

Quanto segue copre anche il calcolo della plusvalenza imponibile e gli obblighi dichiarativi che esistono indipendentemente da qualsiasi guadagno. Un’analisi tecnica per chi vuole capire davvero la propria situazione.

1. Quale regime si applica alle plusvalenze crypto di un privato

1.1 Il regime "patrimonio privato" (CGI, art. 150 VH bis)

Il regime dell’articolo 150 VH bis riguarda le plusvalenze realizzate da una persona fisica in occasione della cessione a titolo oneroso di attivi digitali, quando agisce a titolo non professionale (gestione del patrimonio privato). 

(CGI, art. 150 VH bis)

Che cos’è una cessione imponibile, in pratica?

L’imposizione si applica in particolare quando si “esce” dalla propria posizione crypto: contro una valuta avente corso legale (es. EUR).

(BOFiP – BOI-RPPM-PVBMC-30-10)

1.2 L'esenzione per le "piccole cessioni" (soglia di 305 €)

Si è esenti quando la somma dei prezzi di cessione dell’anno non supera 305 € (escludendo le operazioni che beneficiano del regime di sospensione, tipicamente gli scambi crypto-crypto senza conguaglio).

(BOFiP – BOI-RPPM-PVBMC-30-10)

2. Flat tax al 31,4% nel 2026 o opzione per il barème progressif

2.1 La flat tax (la regola più frequente)

Le plusvalenze che rientrano nel campo di applicazione dell’articolo 150 VH bis sono tassate:

  • al 12,8% a titolo di imposta sul reddito (CGI, art. 200 A),
  • + 18,6% di contributi sociali dal 1° gennaio 2026,

per un tasso complessivo del 31,4%. (Service Public Entreprendre)

2.2 L'opzione per il barème progressif

È possibile optare per il barème progressif dell’imposta sul reddito (i contributi sociali restano comunque dovuti). 

(BOFiP – BOI-RPPM-PVBMC-30)

Novità 2026 — fine del carattere “irrevocabile” dell’opzione: a decorrere dall’imposizione dei redditi 2026, l’opzione non è più qualificata come “irrevocabile” all’articolo 200 A del CGI, modifica introdotta dalla legge finanziaria per il 2026. (CGI, art. 200 A ; Loi n° 2026-103 du 19 février 2026 (LF 2026)) (Légifrance)

Punti tecnici importanti:

  • l’opzione è espressa, esercitata nella dichiarazione dei redditi;

è globale per l’insieme delle plusvalenze su attivi digitali del nucleo familiare nell’anno (non si sceglie operazione per operazione). (BOFiP – BOI-RPPM-PVBMC-30)

Sai quale regime ti conviene davvero?

La scelta dipende dalla tua aliquota marginale e dalla composizione complessiva dei redditi. Analizziamo insieme l'opzione più vantaggiosa.

3. Calcolo della plusvalenza imponibile e trattamento delle minusvalenze

3.1 Il principio della "plusvalenza globale"

La plusvalenza imponibile non si calcola come una semplice differenza “prezzo di vendita meno prezzo di acquisto” per ogni singola crypto. Il testo adotta una logica di plusvalenza globale, con una formula che ripartisce il costo di acquisizione sulla cessione in funzione del valore complessivo del portafoglio. (CGI, art. 150 VH bis)

La formula (schematicamente) è:

  • Plusvalenza = Prezzo di cessione – [Prezzo totale di acquisizione × (Prezzo di cessione / Valore globale del portafoglio)] (CGI, art. 150 VH bis)

Conseguenza pratica: occorre essere in grado di documentare, alla data di ogni cessione imponibile, il valore globale del portafoglio e il prezzo totale di acquisizione ai sensi del testo. (BOFiP – BOI-RPPM-PVBMC-30-10)

3.2 Le minusvalenze

Le minusvalenze dell’anno sono imputabili esclusivamente a plusvalenze della stessa natura dello stesso anno e non si riportano agli anni successivi. (BOFiP – BOI-RPPM-PVBMC-30-10)

4. La sospensione dell'imposizione sugli scambi crypto-crypto

Gli scambi di attivi digitali senza conguaglio (es. BTC > ETH, senza versamento complementare) beneficiano di una sospensione dell’imposizione: l’operazione è trattata come “intercalare” e l’imposizione è differita fino a una cessione imponibile successiva (conversione in valuta legale o acquisto di beni e servizi). (BOFiP – BOI-RPPM-PVBMC-30-10)

Sul piano dichiarativo, l’amministrazione precisa che questi scambi senza conguaglio non danno luogo a dichiarazione nell’allegato 2086. (BOFiP – BOI-RPPM-PVBMC-30-30)

Sai esattamente quando scatta l'obbligo fiscale sulla tua attività crypto?

Tra plusvalenza globale, minusvalenze non riportabili e sospensione dell'imposizione sugli scambi, la linea tra operazione neutra e fatto imponibile non è sempre immediata. Analizziamo la tua situazione.

CONTATTI

5. I casi in cui si esce dal regime dell'art. 150 VH bis

(occasionale vs “condizioni analoghe a quelle di un professionista” vs professionale)

La qualificazione dipende dalle circostanze di fatto. La dottrina amministrativa distingue in particolare: (BOFiP – BOI-RPPM-PVBMC-30)

  • Gestione del patrimonio privato (occasionale): art. 150 VH bis (regime descritto sopra). (CGI, art. 150 VH bis)
  • Attività di acquisto e rivendita esercitata a titolo abituale e come professione: redditi tassati come BIC (attività commerciale per natura). (BOFiP – BOI-RPPM-PVBMC-30)
  • Operazioni effettuate in condizioni analoghe a quelle di un professionista (senza che ciò costituisca necessariamente l’attività professionale principale): tassazione come BNC ai sensi dell’articolo 92 (2-1° bis). (CGI, art. 92)
  • Mining: la dottrina riconduce i proventi del mining ai BNC (con precisazioni sulla determinazione del risultato). (BOFiP – BOI-RPPM-PVBMC-30)

Se l’attività viene riqualificata in BIC o BNC: regime forfettario o regime reale?

  • BIC forfettario (micro-BIC): reddito imponibile determinato mediante deduzione forfettaria sul fatturato: 71% (attività di acquisto e rivendita) o 50% (prestazioni di servizi), con un minimo di 305 €. (CGI, art. 50-0)
  • BIC reale (semplificato o ordinario): reddito = ricavi meno costi, con deposito di una dichiarazione BIC. (Formulaire 2031-SD – impots.gouv)
  • BNC forfettario (micro-BNC): reddito imponibile determinato mediante deduzione forfettaria sui compensi: 34%, con un minimo di 305 €. (CGI, art. 102 ter)
  • BNC reale (dichiarazione controllata): reddito = compensi meno costi, con deposito di una dichiarazione BNC. (Formulaire 2035-SD – impots.gouv)

In pratica, se la propria attività si avvicina a una logica quasi professionale o professionale (volume, frequenza, sofisticazione, ricorso a tecniche specializzate, organizzazione strutturata), è prudente verificare con attenzione la qualificazione, poiché il regime dichiarativo e le modalità di determinazione del reddito non sono più quelli dell’art. 150 VH bis. (BOFiP – BOI-RPPM-PVBMC-30)

6. Dichiarazione annuale delle plusvalenze crypto (moduli e caselle)

Per le cessioni occasionali rientranti nell’articolo 150 VH bis, il percorso dichiarativo è, in pratica, il seguente:

Caso particolare: in caso di cessione tramite persona interposta, la logica dichiarativa può condurre a indicare soltanto la quota corrispondente ai propri diritti, sulla base delle informazioni riportate su un allegato specifico (2087) dalla persona interposta.

Riqualificazione, moduli, caselle: sei sicuro di non aver omesso nulla?

Tra la verifica del regime applicabile e la compilazione corretta degli allegati dichiarativi, i margini di errore sono concreti. Controlliamo insieme la tua situazione prima della dichiarazione.

CONTATTI

7. Obbligo annuale di dichiarare i conti e i portafogli crypto all'estero

7.1 Il principio

I contribuenti domiciliati o stabiliti in Francia devono dichiarare, ogni anno, contestualmente alla dichiarazione dei redditi, i conti di attivi digitali detenuti all’estero (piattaforme, depositari, ecc.). (CGI, art. 1649 bis C ; Impots.gouv – “Modalités de déclaration…”)

7.2 Il modulo

La dichiarazione avviene tramite il modulo 3916-3916 bis, in allegato alla dichiarazione dei redditi (o di risultato per alcune entità). (Formulaire 3916/3916 bis – impots.gouv)

7.3 Sanzioni principali in caso di omissione

In caso di violazione dell’obbligo dichiarativo relativo ai conti di attivi digitali detenuti all’estero, la sanzione prevista è in particolare:

  • 750 € per ogni conto non dichiarato,
  • 125 € per ogni omissione o inesattezza,

con un massimale di 10.000 € per dichiarazione. (CGI, art. 1736 ; CGI, art. 1649 bis C)

Da ricordare

  • Per un privato che agisce nell’ambito della gestione del proprio patrimonio privato, le plusvalenze su crypto rientrano in linea di principio nel regime delle plusvalenze su attivi digitali (CGI, art. 150 VH bis). (CGI, art. 150 VH bis)
  • Novità 2026: il tasso forfettario “standard” è 31,4% (12,8% di imposta sul reddito + 18,6% di contributi sociali) quando si applica la tassazione forfettaria. (Service Public Entreprendre)
  • Novità 2026: l’opzione per il barème progressif non è più qualificata come irrevocabile (CGI, art. 200 A modificato dalla LF 2026). (Légifrance)
  • In caso di uscita dal regime “occasionale”, i regimi forfettari prevedono una deduzione forfettaria: micro-BIC 71% / 50% (secondo l’attività) e micro-BNC 34% (minimo 305 € in entrambi i casi). (CGI, art. 50-0 ; CGI, art. 102 ter)
  • Gli scambi crypto-crypto senza conguaglio beneficiano di una sospensione dell’imposizione (nessuna imposta immediata e, in pratica, nessuna dichiarazione ai sensi dell’allegato 2086 per questi scambi). (BOFiP – BOI-RPPM-PVBMC-30-30)
  • I conti e i portafogli di attivi digitali detenuti all’estero devono essere dichiarati ogni anno tramite il modulo 3916-3916 bis. (CGI, art. 1649 bis C ; Formulaire 3916/3916 bis – impots.gouv)
  • Attenzione: la dichiarazione delle plusvalenze (2086/2042) e la dichiarazione dei conti esteri (3916-3916 bis) sono due obblighi distinti. (Formulaire 2086 – impots.gouv ; Formulaire 3916/3916 bis – impots.gouv)

La tua situazione merita un'analisi personalizzata.

Privato occasionale, investitore attivo, attività assimilabile al trading: il regime applicabile non è sempre quello che si ritiene corretto. Contattaci.

CONTATTI

L’opinione espressa in quest’articolo ha carattere meramente divulgativo.

L’articolo non ha in alcun modo valore di parere legale.

Inoltre, è bene ricordare che la tematica fiscale di ogni cliente è diversa in quanto le situazioni personali e patrimoniali sono, nella maggior parte dei casi, essenzialmente diverse.

Qualora doveste avere un problema fiscale simile, Vi invitiamo a contattarci per una prima discussione del Vostro caso.

No. Gli scambi di attivi digitali senza conguaglio, ad esempio Bitcoin contro Ethereum, beneficiano di una sospensione dell’imposizione. L’imposta è differita fino a una cessione imponibile successiva, ovvero una conversione in euro o un acquisto di beni o servizi.

Per un privato che agisce nell’ambito della gestione del proprio patrimonio privato, il tasso complessivo è del 31,4%: 12,8% di imposta sul reddito e 18,6% di contributi sociali, ai sensi dell’articolo 150 VH bis del CGI. È possibile optare per la tassazione progressiva per scaglioni.

Sì. L’obbligo di dichiarazione dei conti di attivi digitali detenuti all’estero tramite il modulo 3916-3916 bis è indipendente da qualsiasi plusvalenza. Si applica ogni anno, anche in assenza di cessioni imponibili.

Sì, ma il criterio rilevante non è la nazionalità bensì la residenza fiscale. Le regole descritte in questo articolo si applicano a chiunque sia fiscalmente residente in Francia, indipendentemente dalla cittadinanza.

Un cittadino italiano che vive e lavora in Francia è soggetto alla normativa fiscale francese sulle crypto esattamente come un cittadino francese.

Chi invece risiede fiscalmente in Italia, anche se opera su piattaforme francesi o detiene asset in Francia, è soggetto alla normativa italiana. Se hai dubbi sulla tua residenza fiscale o gestisci una situazione transfrontaliera Francia-Italia, è il caso di verificare la tua posizione prima di dichiarare.