Il genitore residente fiscale italiano che desideri contribuire all’acquisto della residenza principale del proprio figlio o figlia residente in Francia si pone spesso delle domande con riguardo al regime fiscale applicabile alle donazioni di somme di denaro (v. articoli “Donations de sommes d’argent”) e ciò in quanto il proprio figlio o figlia è il più delle volte un residente fiscale francese a tutti gli effetti e, pertanto, assoggettato alle norme fiscali francesi in materia.
Al fine di evitare di imbattersi nelle incertezze del sistema fiscale per quanto riguarda le imposte sulle donazioni (le cui aliquote sono inoltre particolarmente elevate[1]), è di più in più frequente che le persone residenti in Francia che intendono utilizzare delle somme di denaro donate dai propri genitori al fine di acquistare un immobile in tale paese considerino di fare ricorso allo strumento del prestito familiare.
Nella maggior parte dei casi, tale prestito viene concesso a titolo gratuito (ossia senza che sia dovuto alcun interesse – da ciò l’espressione “prestito infruttifero”) e – ciò che più importa – senza che sia stato stabilito un piano di rimborso.
Ora, è necessario mettere in evidenza che la gratuità del prestito nonché l’assenza di un piano di ammortamento potrebbero attirare l’attenzione dell’amministrazione fiscale francese la quale, nell’ambito di un controllo, potrebbe riqualificare il prestito come donazione “simulata” (in francese : donation “déguisée” – letteralmente: donazione mascherata) se dimostra che sussistono gli elementi costitutivi della donazione [2] ossia:
– l’effetto di spogliare immediatamente e in via definitiva il soggetto che trasferisce la ricchezza;
– e il conseguente arricchimento del beneficiario che accetta.
Prestito senza interessi ai figli o donazione?
Per tali ragioni, quando si intende ricorrere allo strumento del prestito familiare è importante adottare alcune precauzioni che possono riassumersi come segue:
1. Redigere un contratto di prestito di denaro tra il genitore e il figlio che preveda l’eventuale tasso di interesse [3] ad esso applicabile;
2. Inserire nel contratto di prestito un piano di ammortamento che preveda il pagamento di una rata di rimborso periodica (anche annuale) di importo ragionevole e trasferita tramite bonifico bancario;
3. Registrare il contratto di prestito presso l’amministrazione fiscale competente [4] (v. infra: Modalità di registrazione del prestito).
In particolare la registrazione del contratto avrebbe come effetto di :a) dare “data certa” al trasferimento della somma prestata;
b) dare una qualificazione precisa alle somme ricevute ossia che si tratta di prestito e non di donazione.
Modalità di registrazione del prestito
Anche se il prestito viene effettuato a titolo gratuito ossia senza interessi, è raccomandabile che il contratto di prestito rivesta la forma scritta [5].
Salvi i casi in cui la somma prestata sia inferiore a 760 euro [6], il prestito deve essere registrato presso l’ufficio fiscale competente per il domicilio del beneficiario (SIP – Service des impôts des particuliers) utilizzando il formulario n. 2062 [7].
Nel formulario 2062 dovranno essere indicati i seguenti dati:
– le generalità delle parti;
– la data e la durata del prestito;
– l’ammontare del capitale prestato e l’ammontare da rimborsare ogni anno;
– l’ammontare degli eventuali interessi dovuti annualmente;
– le eventuali condizioni particolari del prestito (ad es., condizioni sospensive o risolutive o clausole di indicizzazione).
Se un professionista o qualsiasi altro intermediario è intervenuto nella conclusione del contratto di prestito, il formulario n. 2062 deve essere inviato all’ufficio non appena redatto il contratto e in ogni caso entro il 15 febbraio dell’anno seguente quello della conclusione del prestito.
In mancanza di un intermediario, il formulario di registrazione del prestito che superi l’importo minimo sopra indicato potrà essere inviata all’ufficio competente dal beneficiario del prestito al momento della presentazione della sua dichiarazione dei redditi relativi all’anno in cui il prestito gli è stato concesso.
In ogni caso e ad ogni momento, il contratto di prestito può essere registrato presso il Pole Enregistrement competente per il domicilio del beneficiario; in tal caso, la registrazione del contratto è soggetta ad un diritto di registrazione determinato in misura fissa pari a 125 euro [8].
La mancata dichiarazione di un contratto di prestito nei casi in cui la registrazione è d’obbligo comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 1729 B del Code Général des Impôts (CGI) [9].
Tassazione degli interessi sul prestito
Nel caso in cui il contratto di prestito preveda un tasso di interesse, l’ammontare degli interessi percepiti dal genitore che ha prestato la somma di denaro sarà soggetto a tassazione in Francia.
Gli interessi dovranno essere dichiarati annualmente dal genitore non residente in Francia entro i termini stabiliti ogni anno dall’amministrazione francese per la dichiarazione dei redditi.
Gli interessi costituiscono un reddito assoggettato ad una ritenuta alla fonte del 12,8 % liberatoria ai fini dell’imposta sui redditi [10], senza alcun prélèvement social
NOTE:
[1] Article 777 del CGI – leggi qui
[2] Sul punto si veda BOFIP – BOI-ENR-DMTG-20-10-10-20190502 – ENR – Mutations à titre gratuit de meubles ou d’immeubles – Donations – Conditions d’exigibilité du droit de donation – Principe – Par. B-1-90 et 100.
[3] E’ raccomandabile applicare al prestito un tasso di interesse minimo e non meramente simbolico in particolare se la somma prestata è elevata. Inoltre, l’articolo 1907 del Codice Civile francese impone che il tasso di interesse applicato al prestito faccia oggetto di una prova scritta.
[4] L’articolo 49B del CGI, Annexe 3 Articolo 242-ter del CGI prevede che chiunque ottenga il prestito di una somma di denaro sia tenuto a dichiarare al fisco I suoi elementi essenziali ( quali, ad esempio, l’identità del beneficiario, la somma prestata, la durata del contratto, etc…).
[5] L’obbligo della forma scritta è imposto dall’articolo 1907 del Codice Civile francese quando è stabilito il pagamento di un interesse.
[6] Articolo 23L del CGI, Annexe 4
[7] Modulo disponibile qui Déclaration de contrat de prêt
[8] Articolo 680 del CGI
[9] Indipendentemente dall’applicazione delle sanzioni fiscali si ricorda inoltre che l’articolo 1783 B del CGI prevede l’applicazione delle sanzioni penali previste dall’articolo 1741 agli intermediari descritti dal n. 2 dell’articolo 1743 del CGI.
L’opinione espressa in quest’articolo ha carattere divulgativo con riguardo ad una questione di fiscalità internazionale particolarmente complessa, che rimane in attesa di conferme.
L’articolo non ha in alcun modo valore di parere legale.
Inoltre, è bene ricordare che la tematica fiscale di ogni cliente è diversa in quanto le situazioni personali e patrimoniali sono, nella maggior parte dei casi, essenzialmente diverse.
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